Vincenzo Fiore Marrese

Elenco Opere

Assieme

“Assieme” è una ricerca sul concetto di frammentazione e condensazione del corpo.

La frammentazione e la condensazione sono due stati in cui si possono trovare le cose. La frammentazione è uno stato in cui una cosa intera si trova suddivisa in piccole parti. La condensazione è uno stato in cui delle piccole cose si trovano coese in una cosa intera.

© Vincenzo Fiore Marrese.

Scopo della ricerca era di esperire il rapporto tra questi due stati. Il prodotto di questa ricerca sono delle immagini. L’esperienza avveniva sia in fase di produzione delle immagini, sia nella fruizione dell’immagine stessa una volta realizzata.

Durante la fase di produzione delle immagini lavoravo sulla gestualità.

Il punto di partenza era il presupposto che il corpo crea immagini, generalmente, attraverso il gesto. Dal gesto più sofisticato di un calligrafo, al gesto più semplice di un fotografo, il corpo deve compiere certi movimenti per produrre immagini. Nei casi più raffinati il corpo deve essere in grado di dominare un certo ritmo e cadenzare l’intensità della sua forza. Attraverso il gesto, il mio corpo creava sulla superficie visiva una serie di segni frammentati che non rappresentavano niente. Spontaneamente, a poco a poco, condensavo, solo in certi punti, i segni, creando immagini che rappresentavano qualcosa, il corpo stesso. Alternando la frammentazione dei segni alla condensazione in immagini, cercavo di mantenere un rapporto di tensione tra questi due stati sulla superficie visiva.

Ho affinato il lavoro sulla gestualità in opere come “Lungo il corpo”.

Allo stesso modo, cercavo di mantenere questo stato di tensione anche nel processo di produzione dell’immagine. Per farlo, avevo scelto una tecnica che contrastava in maniera decisa con la gestualità immediata e spontanea che utilizzavo per produrre i segni e le immagini. Si trattava di una tecnica d’incisione, l’acquaforte. L’acquaforte si realizza utilizzando delle lastre di metallo, in questo caso, di zinco. L’acquaforte prevede dei momenti in cui il corpo deve compiere delle azioni fredde e calcolate come l’immersione della lastra di metallo in vasche piene di acido. L’alternarsi di questi momenti, immediatezza e calcolo, deviava il processo di elaborazione dell’immagine, portandolo verso una direzione estranea e contraddittoria. Questa deviazione generava tensione e mi permetteva di esperire il rapporto tra la frammentazione, insita nell’azione spontanea, e la condensazione, insita nell’azione calcolata, anche a questo livello e dunque raggiungere lo scopo della mia ricerca.

Opere (selezione)

© Vincenzo Fiore Marrese.
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