Vincenzo Fiore Marrese

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Lungo il corpo

“Lungo il corpo” è una performance sul corpo, il disegnare e la sparizione dell’opera d’arte intesa come oggetto.

La storia dell’arte ci racconta che, per molto tempo, il disegno non è stato visto come una forma di arte autonoma. Da quando il disegno è diventato forma di arte autonoma, opera disegnata, il disegnatore, nel pensiero comune, viene identificato con la figura di un tecnico virtuoso, colui che sa riprodurre la realtà in un’immagine.

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Vincenzo Fiore Marrese, Lungo il corpo, performance, 2017. Foto di Linda Salvadori © Marrese

Tuttavia da oltre un secolo l’arte si è distaccata da questa idea, per rivolgere la sua attenzione verso il segno, prima, e verso sé stessa, poi. Che cos’è, dunque, il disegno? immagine, segno? e, al di là delle traccia, che cos’è in sé stesso? E, sopratutto, abbiamo perso qualcosa, riducendo le immagini a segni e l’intero processo del disegnare ad un atto di riflessione sul disegno stesso? e questa perdita, se c’è stata, è una purificazione o un impoverimento?

Lungo il corpo vuole porsi come dispositivo per creare degli interrogativi nel pubblico sul disegno inteso come riproduzione, il disegno inteso come puro segno e il disegno inteso come riflessione sul disegno stesso, sul senso del disegnare. Il disegno viene analizzato in relazione al corpo che, attraverso il gesto, crea le tracce che danno vita alle immagini.

Descrizione

Lungo il corpo si svolge su un lungo foglio di carta steso a terra. La lunghezza del foglio può arrivare fino a venti metri (per un metro e ottanta di larghezza) ma varia in base allo spazio a disposizione.

Across the Body

Vincenzo Fiore Marrese, Lungo il corpo, performance, 2016. Foto di Alberto Frosini. © Marrese

Il performer si muove sulla carta tracciando segni e creando immagini, in rapporto con il movimento del corpo, per mettere in luce la relazione tra traccia e gesto.

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Vincenzo Fiore Marrese, Lungo il corpo, performance, 2017. Foto di Linda Salvadori © Marrese

Le tracce vengono lasciate dal carbone, materiale utilizzato in varie forme, da legni carbonizzati precedentemente dal performer stesso, a bastoncini specifici per il disegno.

Alla fine della performance, il performer, lentamente, arrotola il lungo foglio su cui sono stati tracciati i segni e dove sono state composte le immagini, stimolando nel pubblico delle riflessioni sul senso del disegnare, eliminando il feticcio, l’opera, e lasciando l’interrogativo.

La performance è accompagnata da una composizione elettronica originale che si accorda alla parte visiva attraverso una serie di suoni elementari, simili ai segni tracciati dal carbone, e altri più articolati, analoghi alle immagini composte sulla carta.

Vincenzo Fiore Marrese, Composizione musicale per Lungo il corpo (estratto)

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